
Dal 13 al 15 novembre 2026, a Palazzo Roberti, Mola di Bari. Tre giornate di proiezioni, incontri, masterclass e fotografia. Ingresso gratuito.
Ci sono storie che restano nelle voci delle persone, nelle tracce di un luogo, nei gesti di chi protegge un paesaggio o rivendica il diritto di essere sé stesso. Per incontrarle occorre fermarsi e scegliere dove rivolgere lo sguardo. Ignoti alla città riparte da qui: dal 13 al 15 novembre 2026, a Palazzo Roberti, Mola di Bari, torna la rassegna del documentario ideata, curata e prodotta da Camera a Sud.
«Non tutte le storie trovano posto nella Storia» è il filo conduttore di questa edizione, che intreccia memoria, identità, diritti e crisi ambientale. Dalla difesa di un lago in Bosnia-Erzegovina alle vite delle femmenelle di Napoli, dalle tracce della prigionia alla rilettura dell’occupazione di Fiume, fino ai tratturi del Molise: luoghi e persone compongono un racconto corale del rapporto tra passato e presente.
Dal 2002, la rassegna custodisce uno spazio per voci e sguardi laterali, nel segno di Cecilia Mangini. Un’eredità che continua nelle opere, nel confronto con gli autori e le autrici, nella formazione e nei nuovi sguardi della Scuola di documentario a lei dedicata. Tre giornate per ritrovarsi davanti alle immagini e lasciare che le storie degli altri ci riguardino.

Un cortometraggio di Umma Jazvin
A seguire, incontro con la regista e Ado Hasanović
Una giornata di pesca sul lago Perućac, in Bosnia-Erzegovina, diventa il racconto di una vita condivisa. Zekerijah e Amela Hadžić si sono incontrati grazie all’amore per la natura e da anni si impegnano per proteggere il lago dall’inquinamento. Attraverso le loro parole e i gesti quotidiani, Umma Jazvin restituisce un ritratto intimo della coppia e del legame con il luogo che li ha uniti.
Going Fishing (U ribu) intreccia affetto, responsabilità ambientale e attivismo quotidiano, mostrando come la cura di un paesaggio possa diventare parte di una storia d’amore e un impegno da condividere.
Un film di Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo
Introduce la proiezione un dialogo tra Collettivo Ortica, Mixed LGBTQIA+ e il regista Giovanni Battista Origo
Sette femmenelle raccontano la propria vita, i desideri, le difficoltà e le lotte per il riconoscimento. Attraverso le loro voci, Ballata femmenella attraversa la comunità transgender napoletana, intrecciando ritualità secolari e conflitti contemporanei, appartenenza e rivendicazione del diritto di essere sé.
Al centro del documentario di Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo c’è il legame con Napoli: una città di cui le femmenelle abitano la storia e l’immaginario, tra riconoscimento popolare ed esperienze di esclusione. Le testimonianze restituiscono percorsi diversi, mettendo in relazione l’eredità della tradizione con le domande e le battaglie del presente.
Prima della proiezione, Collettivo Ortica, Mixed LGBTQIA+ e Giovanni Battista Origo si confrontano sui temi del film, aprendo uno spazio di dialogo su identità, rappresentazione e diritti.


Masterclass con Michele Lapini | Ore 10.00–13.00

Come si racconta una crisi che trasforma i paesaggi e attraversa la vita delle persone? Quale ruolo può avere la fotografia nel renderne visibili le conseguenze?
Il fotogiornalista Michele Lapini conduce una masterclass dedicata al racconto della crisi climatica, a partire dalla sua esperienza sul campo. Il suo lavoro intreccia questioni ambientali, sociali e politiche, con un’attenzione particolare ai territori e alle comunità che abitano il cambiamento.
Un incontro per riflettere sulle possibilità e sulle responsabilità di chi racconta attraverso le immagini: documentare ciò che accade, dare spazio alle storie delle persone e mettere in relazione le trasformazioni dei luoghi con le loro conseguenze nella vita quotidiana.
Michele Lapini è un fotogiornalista freelance di base a Bologna. Da anni documenta l’impatto della crisi climatica in Italia e segue le lotte dei movimenti sociali e ambientalisti. Cofondatore del collettivo Arcipelago-19, ha pubblicato su testate italiane e internazionali, tra cui Internazionale, The Guardian, El País e Nature. Nel 2021 ha vinto l’Environmental Photographer of the Year nella categoria «Paesaggi futuri» e l’Italian Sustainability Photo Award per la migliore fotografia singola.
Talk con Laura Squicciarini, Michela Fabbrocino e Isabella Insolvibile| Ore 18.00–19.30

Tra Altamura e Gravina, i resti di Campo 65 custodiscono le tracce delle migliaia di persone che lo hanno attraversato. Campo di prigionia durante la Seconda guerra mondiale e, nel dopoguerra, centro di raccolta profughi, questo luogo conserva una storia che intreccia vicende individuali e memoria collettiva.
A partire dalla mostra di Laura Squicciarini, il talk mette in dialogo fotografia e ricerca storica, esplorando il rapporto tra ciò che resta visibile nei luoghi e ciò che può riemergere attraverso documenti, immagini e testimonianze. Un confronto su come raccontare il passato, interrogare le sue tracce e renderle leggibili nel presente.
Intervengono Laura Squicciarini, fotografa documentarista e autrice della mostra; Michela Fabbrocino, fotografa, ricercatrice e docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bari, la cui attività intreccia ricerca, didattica e curatela; Isabella Insolvibile, professoressa associata di Storia contemporanea all’Università Mercatorum, studiosa di Resistenza, prigionia e crimini di guerra.
Un film di Igor Bezinović | Introduce Ado Hasanović | Ore 20.00
Che cosa accade quando sono gli abitanti di una città a rimetterne in scena la storia? In Fiume o morte!, il regista Igor Bezinović torna nella sua città natale, oggi Rijeka, per ripercorrere i sedici mesi dell’occupazione di Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari, iniziata nel 1919.
Fotografie e filmati d’archivio incontrano le ricostruzioni interpretate dai cittadini di oggi: strade e piazze diventano il luogo in cui il passato viene rievocato, discusso e osservato da nuove prospettive. Con ironia e partecipazione collettiva, il film mette in discussione la retorica dell’impresa dannunziana e riflette sul nazionalismo, sulla rappresentazione del potere e sulla costruzione della memoria pubblica. Un documentario che intreccia ricerca storica e messa in scena, restituendo agli abitanti la possibilità di raccontare la propria città e interrogare l’eredità di quella vicenda nel presente.
La proiezione sarà introdotta dal regista Ado Hasanović.

Masterclass con Francesco Cordio | Ore 16.00–19.00

Raccontare la realtà significa scegliere dove posare lo sguardo, quali storie seguire e come restituire la complessità delle vite che si incontrano. Il regista Francesco Cordio conduce una masterclass dedicata alla regia documentaria, attraverso oltre vent’anni di lavoro tra cinema, impegno civile e trasformazioni sociali.
Dalle lotte dei lavoratori alle condizioni di vita negli ospedali psichiatrici giudiziari, fino alla musica come esperienza collettiva, il suo cinema attraversa contesti diversi mantenendo un’attenzione costante alle persone. Il suo percorso offre il punto di partenza per riflettere sulle scelte narrative e sulla responsabilità di chi filma, sul rapporto con i protagonisti e sulle possibilità del documentario di contribuire al dibattito pubblico.
Francesco Cordio è un regista e documentarista romano. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, proviene dal teatro e lavora nel documentario dal 2002. Tra i suoi film figurano Inti-Illimani – Dove cantano le nuvole, Tutti giù per aria, dedicato alla vicenda Alitalia, e Lo Stato della follia, sugli ospedali psichiatrici giudiziari. Alla ricerca sulle questioni sociali affianca un lungo lavoro in ambito musicale, con documentari e collaborazioni con artisti come Daniele Silvestri, Niccolò Fabi e Max Gazzè.
Un documentario di Niside Panebianco e Carmen della Porta | Ore 19.00
Proiezione e incontro con le registe
A Grottaglie, un gruppo di ragazzi uniti dal freestyle e dall’hip-hop trasforma un piazzale rotondo in un luogo di incontro, resistenza e affermazione. Tra la noia della provincia e il bisogno di rendersi visibili, la musica diventa uno spazio in cui prendere parola e riconoscersi.
Fuori di testo ripercorre la storia di uno di loro, Andrea, in arte Andread, seguendo la trama dei suoi versi. Le sue parole guidano un’indagine intima e sociale, in cui la scrittura prova a dare forma al vissuto e la vita supera i margini della pagina. Nel dialogo tra musica e memoria, Andread continua a risuonare nelle voci di chi resta.
Opera inedita di Niside Panebianco e Carmen della Porta, il documentario nasce nel cantiere formativo della Scuola di documentario Cecilia Mangini, a cura di Cooperativa Camera a Sud.
Alla proiezione seguirà un incontro con le registe, dedicato alla nascita del progetto e alle scelte che hanno dato forma al racconto.

Proiezione e incontro con il regista Francesco Cordio | Ore 19.30
Lungo i sentieri della transumanza, tra le province di Isernia e Campobasso, Elio Germano attraversa il Molise, terra d’origine della sua famiglia. In cammino con lui ci sono il ricercatore territorialista Filippo Tantillo e Silvia Di Passio, community manager delle aree interne: un viaggio tra paesaggi, memorie e incontri con chi continua ad abitare questi territori.
Contadini, allevatori, artigiani e studenti raccontano le difficoltà del restare, ma anche le possibilità che nascono dal fare insieme. Il tratturo diventa il filo di un racconto corale che interroga il presente delle aree interne, tra spopolamento, cura del territorio e nuove forme di comunità.
A chiudere Ignoti alla città è un film che invita a guardare questi luoghi attraverso le esperienze e le scelte di chi li vive, riconoscendo nei gesti quotidiani e nei saperi condivisi gli elementi da cui immaginare un futuro.
Diretto da Francesco Cordio e scritto con Gemma Barbieri, Elio Germano e Filippo Tantillo, il documentario sarà seguito da un incontro con il regista.

Dal 13 al 15 novembre | Palazzo Roberti, Mola di Bari
Un luogo può conservare una storia anche quando le sue tracce diventano difficili da leggere. Tra Altamura e Gravina, Campo 65 fu il più grande campo di prigionia per soldati alleati in Italia durante la Seconda guerra mondiale: uno spazio attraversato da migliaia di vite, di cui restano strutture, documenti e memorie.
La ricerca visiva di Laura Squicciarini prende forma dall’incontro tra fotografia, ricerca d’archivio e testimonianze. Il progetto esplora ciò che resta del campo e il suo rapporto con il presente, mettendo in relazione le tracce del luogo con le storie delle persone che lo hanno abitato.
Un invito a soffermarsi su questo frammento di storia del territorio e a interrogare il ruolo delle immagini nella trasmissione della memoria.



Ignoti alla città è un’iniziativa ideata, curata e prodotta da Camera a Sud Soc. coop. Impresa sociale, patrocinata dal Comune di Mola di Bari, realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e l’Accademia di Belle Arti di Bari, finanziata dalla Regione Puglia – Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio nell’ambito dell’Avviso pubblico finalizzato a sostenere progetti di festival, rassegne e premi nel settore cinematografico e audiovisivo di rilievo regionale, nazionale e internazionale realizzati sul territorio regionale nel triennio 2025, 2026, 2027.
