Essere Donne. Il Canto di Cecilia
III Edizione

26 Giugno 2026

Essere donne. Il canto di Cecilia torna con una nuova edizione che intreccia letteratura, fotografia e confronto pubblico per interrogare il modo in cui le identità femminili vengono raccontate, rappresentate e continuamente ridefinite. Al centro non c’è una definizione chiusa dell’essere donna, ma una domanda aperta: quali immagini, ruoli e narrazioni abbiamo ereditato e quali possibilità abbiamo oggi di trasformarli?

L’evento si apre alle 18 con la presentazione del libro Lupo giù per terra di Barbara d’Acierno, che introduce una riflessione sullo scarto, sulla caduta e sulle forme di disallineamento rispetto ai ruoli attesi. La narrazione letteraria diventa così il primo spazio di attraversamento: un luogo in cui fragilità, desiderio, identità e trasformazione possono sottrarsi alle categorie più prevedibili.

A seguire l’inaugurazione della mostra “Archetÿpe. Racconti Territoriali. Archetipi, identità e riscritture contemporanee” amplia questa riflessione attraverso il linguaggio dell’immagine. Il progetto nasce dal confronto tra fiabe, racconti popolari e immaginari del Sud Italia, dell’Andalusia e della regione di Murcia, con l’obiettivo di individuare e mettere in discussione archetipi narrativi e iconografici legati a figure femminili e maschili, ruoli sociali, modelli di potere, forme di desiderio e oppressione.
Attraverso fotografia, disegno e performance visiva, la mostra non si limita a reinterpretare il racconto tradizionale, ma ne espone le crepe: ciò che per secoli è apparso naturale — la principessa, la madre, la strega, la vittima, la salvatrice, il corpo desiderato o punito — viene riportato dentro il presente e interrogato alla luce di nuove soggettività. In questa prospettiva, la riscrittura non è solo estetica, ma anche politica: significa chiedersi chi ha avuto il diritto di raccontare, chi è stato escluso dalla scena e quali corpi oggi possono abitarla in modo nuovo.

Infine, alle 20, Lo sguardo come pratica. In dialogo: arte, ricerca, narrazione, tavola rotonda con Michela Fabbrocino, Barbara D’Acierno, Silvia Schiavo e Fernando Bayona moderata da Barbara Facchini, prosegue questo attraversamento mettendo in dialogo arte, ricerca, narrazione e pratiche culturali. Il confronto parte dalla mostra e dal progetto Essere donne per riflettere sul rapporto tra rappresentazione, identità e potere simbolico: non per trovare una formula definitiva, ma per aprire uno spazio critico sulle immagini che ancora ci condizionano e sulle storie che possiamo finalmente riscrivere.


Verrà anche presentato in apertura il kit didattico Quasi la felicità, strumento di educazione civica e di genere, una produzione di Camera a Sud per le scuole secondarie nell’ambito di “Quasi la felicità. Storie di donne e lavoro a Sud”, progetto realizzato col sostegno del Fondo Otto Per Mille della Chiesa Valdese.
In continuità con il lascito di Cecilia Mangini, Essere donne sceglie dunque lo sguardo come pratica di responsabilità: guardare ciò che è stato tramandato, riconoscere ciò che non basta più, immaginare nuove forme di racconto capaci di tenere insieme memoria, desiderio, conflitto e libertà.


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Per ulteriori informazioni è possibile contattare la cooperativa Camera a Sud:
tel. 3452699139 – info@cooperativacameraasud.it

    (*) Campi Obbligatori